sabato 27 dicembre 2008

Una macchina sul volante...

The Phantom Car
La genesi di questa foto è alquanto complicata. Intanto è una di parecchie, e se all'inizio ritenevo che fosse l'unica venuta abbastanza bene mi sono poi accorta che non è così.
Sono sempre stata molto interessata da quegli scatti di oggetti in movimento (fari ma non solo) al buio. Ovviamente l'ideale sarebbe un cavalletto. Non c'è dubbio che non solo non ho fatto bene a non usarlo, non prenderlo ecc... ma dovrò indubiamente comprarmelo. Non c'è paragone.
Questa foto l'ho scattata posando la Reflex sul cruscotto. Non era poi così buio, ma ho messo ISO 200 e ho dato alla macchina i tempi più lunghi che poteva sostenere (di solito scatto dando priorità ai tempi).
Come risultato ho avuto:
- Diverse foto brutte o comunque mosse perché ha macchina è scivolata o l'ho sfiorata mentre scattava o entrambe le cose.
- Due o tre foto in cui i lampioni "stanno fermi" e i fari delle macchine sono le uniche cose che si muovono. Sono contenta perché ne ho uno rosso (questa) e uno bianco... pareggio, insomma.

Mi riservo però di tornare sul soggetto, perché voglio riprovare con un cavalletto. Non è stata però questa foto a farmi decidere che, anche se purtroppo la cosa non sarà comodissima perché i treppiedi non li vendono con somaro incluso, mi prenderò a breve un cavalletto.
E' stata una foto dell'albero di Natale, che fra parentesi devo ancora scaricare... ho fatto uno scatto al minimale alberello in casa dei miei con le lucine accese, mettendo la macchina con tempi di scatto molto lunghi e ISO 200. Ovviamente a Natale ci sono i pacchi: ne ho impilati un po' e ci ho piazzato sopra la macchina. Poi ho visto il risultato sul display e ho iniziato a pensare che forse, soprattutto se programmo di fare foto in notturna come fuochi artificiali e capperi vari, il cavalletto non è cosa fatta male.
Più che per il costo era il peso da portarsi che mi preoccupava... però in effetti si potrebbero fare delle cose non male con un cavalletto. Il cavalletto non ha battito cardiaco (come la mano), convessità non previste (come i muretti) né altre simili controindicazioni.

lunedì 22 dicembre 2008

Foto notturne...

Ieri mi sono trovata a dover fare delle foto notturne. A parte un mezzo interesse per le luci natalizie del Comune, già peraltro in gran parte fulminate, e alcuni abbinamenti con edifici caratteristici (che ci sta che metta in mostra su Flickr o alice o boh) mi sono trovata nelle peste perché dovevo assolutamente fare le foto al chiostro di una bella chiesa per metterle nella Photo Gallery del Centro Guide. Perciò durante la messa mi sono intrufolata di soppiatto nel chiostro e ho scattato un po' di foto.
Con due metodi diversi.

Il primo è quello "rozzo classico": considerando che le foto mi servivano in tempi rapidi, che nei giorni scorsi il tempo era stato dei peggiori e che comunque ero lì ho usato semplicemente il flash, ottenendo questo risultato, che secondo me non rende particolarmente bene i colori e l'aspetto del chiostro ma può comunque dare un'idea di com'è, dal semplice punto di vista turistico.

Contemporaneamente, considerando che era sera e non notte fonda e che avevo comunque un po' di tempo per provare (e che foto con contorni netti per il sito le avevo già) ho provato anche a farne altre con la stessa inquadratura ma utilizzando le funzioni "manuali" della macchina, cioè aprendo il più possibile l'otturatore in modo da poter captare tutta la luce possibile, mettendo al massimo la sensibilità ISO ecc... Questo sistema ha colto maggiormente i colori del chiostro ed ha dato una resa del cielo non particolarmente brutta, anche se di solito lo sbianca troppo.

Credo che in questi casi la soluzione migliore sia andarci con la luce giusta, punto. Non ci sono giochetti che possano prendere il posto di un'ottima luce naturale. Considerando l'urgenza delle foto le ho fatte, altrimenti non so quanto mi ci sarei messa. Spero di poterci tornare con una luce migliore.

domenica 26 ottobre 2008

The baby is working

Ciao a tutti!!! Questo post è un altro fuori tema, perché è dedicato ai pannelli fotovoltaici (anche i solari, quelli che fanno l'acqua calda per lo scaldabagno, non sono male.
Due giorni fa i miei hanno attivato ed attaccato alla rete dell'ENEL un piccolo impianto fotovoltaico privato... non chiedetemi perché ne parlo ma non lo faccio nella mia casa di residenza, sennò vi mando i miei condomini!!
Comunque per chi fosse interessato do un po' di informazioni utili: l'impianto funziona bene, per quanto debba essere lavato a breve (è un po' polveroso perché è vicino a una strada e su uno sterrato -- una vigna). Sta producendo abbastanza energia per la casa e abbiamo fatto una lavatrice soltanto con la "corrente" ricavata dall'impianto (in aggiunta all'uso corrente).
Funziona e produce, anche se un po' meno, anche quando il tempo è nuvoloso.
Con l'impianto, dei termoventilatori appositi e un termocamino (cioè un camino che scalda l'acqua dei termosifoni invece di disperdere calore solo nelle immediate vicinanze o nel muro) i miei contano di ridurre a un terzo anche il consumo di gas.
Dato che per ora il riscaldamento non l'hanno ancora acceso non posso dare maggiori raguagli, ma per quanto riguarda la "semplice" energia elettrica posso testimoniare che il sistema funziona, e bene.

Glitter Para Hi5

Glitter Gráficos Para Hi5

sabato 18 ottobre 2008

Fuochi, fuochi che passione (seconda parte)

Per fare delle foto ai fuochi con cognizione di causa ho usato una sensibilità ISO 1600 (credo che per la notte sia praticamente necessaria, no?) e scatto rapido (F/5.6, 1/60 ad esempio).
Francamente ho usato il flash… anche se sul fuoco non ha dato alcun effetto ha “aiutato” la macchina a mettere a fuoco e scattare.
Ho scattato parecchie foto in sequenza, o comunque una dopo l’altra, in tutte e due le occasioni in cui mi sono messa a fotografare i fuochi artificiali. Ovviamente non sono venute tutte bene, ma qualcuna l’ho messa sull’album…
Laddove ho usato uno scatto un po’ più lento mi è venuto l’effetto “cascata”, in alcuni casi passabile (se non era proprio troppo lento) in altri niente da fare.
Con la D40 in un caso ho deciso io la velocità dello scatto e il diaframma (F/5.6, 1/60) e mi sono venuti non male (ma c’era più luce intorno!), nell’altro caso ho dato l’impostazione “sport” e lì c’è stata molta più casualità.
Francamente consiglierei di scegliere il programma. Possono venire carini anche con “sport” ma non è affatto detto, perciò sempre meglio dargli un’impostazione personalizzata…

Questa l'ho fatta con l'impostazione personalizzata (usando il campanile come "mirino" per puntare la macchina)
Le altre invece sono fatte con l'impostazione "sport"... e a volte con HI1 invece che ISO 1600... avevo qualche problema con la macchina quella sera, con un'illuminazione cittadina che mi dava fastidio e mi creava problemi ad inquadrare...
Il salice piangente in effetti è venuto bene... Non credo di poter dire lo stesso di questa foto, anche se in generale è abbastanza carina a guardarla bene soprattutto ingradita si vedono i vari difetti... molto inferiore a quella fatta col campanile, direi, anche se i fuochi erano belli e per quanto riguarda la "scenografia" non c'era neppure paragone...

Cartelli Selvaggi...

Beh, mi dimenticavo quasi di mettere in campo la mia insana passione... sarà per formazione, sarà per cattiveria, ma mi diverto a collezionare foto di cartelli con drammatici errori di ortografia e di sintassi.
Un esemplare è questo... questo QUI, direi...

Direi che è abbastanza tremenda... ma anche voi avete fra i ricordi d'infanzia qualcuno che diceva "su qui e su qua l'accento mai non va"?!
Questa serigrafia che ha stampato il cartello qui presente evidentemente doveva aver avuto un'altra infanzia.

Per vedere la collezione completa: Cartelli Selvaggi

Ci sono anche altre cose strane (es. le caramelle al granchio) e strane scritte sui muri o altro...

venerdì 10 ottobre 2008

Un'ape in volo...

Breve post per presentare questa foto:
Scilla Autunnale
con l'ape che vola. La pianta è una Scilla Autunnale, veramente bella, che ho trovato a Settembre all' Orto dei semplici elbano, un bel giardino botanico presso l'Eremo di Santa Caterina (vicino a Rio, sull'Isola d'Elba).
Per scattarla ho dato alla reflex un tempo di scatto veloce, e ho tenuto il fuoco sul fiore, aspettando il momento in cui l'ape si avvicinava.
Dato che il fuoco era mantenuto sulla pianta in primo piano lo sfondo è giustamente sfocato.
Non sono però pienamente soddisfatta perché sono un po' fuori fuoco anche delle parti periferiche del fiore.

venerdì 5 settembre 2008

Pianosa, un posto fotogenico


Secondo me quest’isoletta nell’Arcipelago Toscano è uno dei posti più fotogenici del mondo. Comunque vada e qualunque tempo ci sia, dal sole alle nuvole, viene sempre fuori almeno una bella foto per serie.

Ci sono infatti, secondo me, posti che vengono male se non c’è il sole ed altri (più numerosi) che se c’è troppo sole e nessuna nuvola proprio non riescono a venir fuori nella loro bellezza (o addirittura sono brutti).
Sia il paese che la natura di Pianosa non hanno questo vizio. Forse per i colori del mare che sono eccezionali, forse per il bel verde della vegetazione. Tutto il resto è bianco, calcificato (in effetti è un’isola fatta di conchiglie).

È un posto che considero di vedere a tutti i fotografi (ma non solo).
Per informazioni: Pianosa.net
Per visitare: Cooperativa Pelagos

domenica 24 agosto 2008

L’Acchiappafarfalle: una Cleopatra ad ali aperte

Qui ci vuole la reflex. Ecco cosa ho realizzato scattando alcune foto con la Nikon D40 a delle Gonopteryx Cleopatra. Ho già parlato abbastanza di queste belle farfallone gialle in altri post, ma riassumiamo velocemente:

- Belle, grosse e confidenti (maschi gialli femmine bianche verdastre)
- Bel musetto simpatico (non è banale dirlo per un insetto ma il loro è così)
- Si posano sempre a ali chiuse, e l’unico modo per beccarle nella classica posizione “a farfalla” è fotografarle dopo che si sono spiaccicate contro il parabrezza di qualche macchina.



Con la Reflex sto iniziando ad avere qualche risultato sulle Gonopteryx ad ali aperte. Purtroppo potrei dire che nella maggior parte dei casi ancora non ci siamo. Sono piuttosto veloci ed è un problema soprattutto metterle a fuoco. Perciò bisogna soprattutto settare la reflex su una modalità di scatto rapido (io con la Nikon ho usato la funzione “sport”, quella per “fermare” immagini in movimento, ma non escludo altre prove), ed aspettare la bestiola al varco. In volo purtroppo c’è un problema di messa a fuoco (sono molto veloci, e nello scatto per ora mi ha messo a fuoco lo sfondo e non la farfalla) ma ho ottenuto un direi solo parziale successo nelle “fasi di atterraggio” e nelle “fasi di decollo”. Nell’arrivare al fiore o nel levarsi dallo stesso è chiaro che la farfalla non può tenere le ali chiuse (si pianterebbe al suolo, direi), ma mi è parsa leggermente più lenta che in volo libero. Inoltre, l’hai già messa a fuoco mentre era sul fiore oppure hai messo a fuoco il fiore su cui pensi debba atterrare. Ovviamente in questo sta molto fortuna, così come molta pazienza ad aspettare la farfalla e una certa attenzione a non spaventarla troppo con movimenti bruschi e agitati. Il risultato che ho ottenuto, però, come si può vedere, è per ora solo parziale.
Ne approfitto anche per far vedere una cornice “madreperlata” fatta con uno dei miei sfondi.

domenica 10 agosto 2008

Come ho scattato Cat Circus

Cat circus

Questa è una delle mie migliori foto di gatti, credo. Le due gatte di mia madre sono soggetti un po’ esagitati, soprattutto la nera, e mentre con la Reflex le “congelo” abbastanza con la compatta bisogna che siano in vena loro.
In questo caso devo ringraziare i tempi di scatto lunghi della compatta (Fuji FinePix A210). La foto originale doveva essere diversa. Le gatte erano una dietro l’altra, in posizione abbastanza classica, da quadro. Tutte e due con la testa giù e girate altrove.
Le chiamo per fare la foto “classica” ma loro pensano altrimenti. La Trilly (bianca e nera) salta scavalcando la sorella . In quel momento la Fuji scatta.
Perciò io questa foto l’ho commentata “absolutely taken casually”.

venerdì 1 agosto 2008

Fuochi , fuochi che passione (prima parte)

Uno dei miei sogni (o forse meglio dire obiettivi) fin da piccola era scattare le foto ai fuochi artificiali. La compatta che ho è un po' "risentita" quando deve scattare foto notturne. In generale non sono il suo forte (mentre se la cava alla grande su albe e tramonti, ad esempio), perciò ho aspettato la reflex, scegliendo la Nikon D40 (l'altra candidata era una Canon) dopo aver visto bene come mi faceva le foto che la compatta aveva qualche problema a scattare: in effetti la mia Fuji fa splendide macro ad esempio, ma "schiaccia" i paesaggi e soprattutto, appunto, non vuol saperne molto di notturne e dinamiche. Va un po' in crisi. (oddio, le dinamiche le fa, ma ha uno scatto un po' lento... come varie foto a code di gatti e onde già atterrate mi hanno spiegato a suo tempo).
Il risultato sui fuochi con la D40, insomma, non è male direi:

Firework Glory

Per scattarle l'ideale sarebbe il treppiedi, ma francamente non dappertutto è possibile mettere il treppiedi. Ad esempio spesso hai gente agitata con bimbetti ancora più agitati vicino, e un calcio al treppiedi con la macchina e conseguente caduta della stessa nel vuoto non è fantascienza.
Però nel caso tu sia sul tuo terrazzo o abbia intorno un feroce pitbull oppure come me a Pisa un'amica che si volta e ringhia (molto comoda, e contrariamente al pitbull non morde a sproposito in quanto dotata di ragione)-- compito da svolgere a turno -- il treppiedi / muretto è auspicabile, perché tenendola in mano, se lo scatto viene un po' lento, il fuoco tenderà sempre a tremolare.

Questo perché, come mi è stato a suo tempo spiegato da Stefano (che ringrazio) basta il fatto di respirare o il battito del cuore (e qui o ammazzi quello davanti a te e gli metti la macchina in testa...) per "muovere" la reflex. Non è propriamente mossa, direi... è che il tempo di scatto diventa troppo lungo e quindi anche i movimenti impercettibili del corpo vengono percepiti dalla macchina che "sposta" la foto (ne ho una bella riprova con una foto a certe luci del porto che paiono un elettrocardiogramma... l'ho tenuta per simpatia, poi la pubblicherò qui, credo). Questo avviene nei casi di scarsa luce, di notte o di sera tardi, o comunque quando sono necessari tempi di posa lunghi (mi è successo anche con la funzione Ritratto Notturno in alcune foto scattate in un ristorante discretamente illuminato ma al chiuso, che non mostro per privacy -- lì invece mi ha funzionato la compatta Fuji con il flash, che però nei ritratti si mostra un po' inclemente: se anche accenni a una smorfia o a un verso ti ci immortala).

venerdì 18 luglio 2008

Pagina download di The Pattern Box

Ho deciso di creare una pagina dei download per The Pattern Box per rendere più agevole scaricare alcune textures in vari colori.


Pagina download


I link nella pagina porteranno a Megaupload, dove ho "stivato" dei file .rar contenenti un "campionario" di sfondi, textures o come vogliamo chiamarli ed usarli in varie gradazioni di colore e con forme diverse... a voi scoprire come sono "imparentati" e come li ho fatti... ; )

lunedì 14 luglio 2008

Altra segnalazione...

Questa è di utilità generale. Sto prvando questo programma qui, un dizionario multilingue freeware.

Programma Dizionario

Non so se lo conoscete... a me non sembra male per ora, lo sto ancora guardando...

sabato 12 luglio 2008

Un post importante...

Aggungo questo post fra amenità varie perché ogni tanto ci vuole qualcosa di importante, direi. Soprattutto per chi sta in Toscana e dintorni date un'occhiata a questi articoli sulla raccolta dei tappi di plastica, che non è più una bufala ma c'è adesso davvero un'associazione che se ne occupa e porta avanti progetti interessanti.

Centro mondialità e sviluppo reciproco

Un'altra spiegazione

Ancora due parole sugli sfondi...

... o come altro vogliamo usarli. Io li ho usati per un po' anche per riempire delle figure o disegni scannerizzati, un po' come i "retini" dei fumetti, e non vengono male. Danno anche un po' di luce e "corposità" alla figura.
Ultimamente ho dato un'occhiata alle textues "76" e "77" che avev lasciato un po' lì, ma hanno rivelato alcune potenzialità.
In particolare questo tipo qui



L'ho provato su una pagina html e fa un effetto a squame piuttosto carino... per chi segue un genere fantasy potrebbe essere tipo le scaglie di un drago, per intendersi... o comunque tipo tegole, stoffa "scagliosa" e così via.
Potrebbe essere anche una base interessante, con il colore scuro ma sfumato, per montarci le fotografie, oppure per usarlo come cornice. Proverò anche quello, magari, e riaggionerò... magari con una versione più dorata...

Altri colori che ho fatto

mercoledì 2 luglio 2008

Ringraziamenti

Grazie a tutti voi che visitate il mio album su Flickr.
Già 9 foto hanno avuto più di 100 visualizzazioni, fra cui anche due foto nuove...

Your favourites

Ultimamente sto integrando piano piano i vari set dell'album con link a Radio Blog che vi potete ascoltare mentre vedete lo slide show di Flickr... in attesa di preparare veri e propri video (sto imparando a usare Foto to Avi un programma free)che però inserirò su altri servizi, es. Youtube oppure da scaricare su Megaupload, dato che sono contraria a video su Flickr...

Qui i link alle raccolte a cui ho già aggiunto il link a radioblog

Pisa

Piombino

Ocean Soul

venerdì 27 giugno 2008

Acchiappafarfalle: la Colias

Eccola qui:
Colias hyale
Sembra che questa farfalletta gialla e nera, assolutamente bellina, sia tanto snob da farsi beccare solo con la reflex, per cui sto cominciando a rifletterci un po' su...
- La velocità di scatto credo sia un fattore importante per acchiappare la bestiaccia: c'è poca diffeenza fra lo zoom della D40 base e lo zoom della compatta con cui ho "beccato" la maggior parte delle farfalle. Con la D40, però, posso regolare lo scatto su una velocità molto maggiore, in modo da prendere al volo la bestiaccia prima che questo volo lo spicchi. Questo perché dalla mia caccia alle Colias ho notato che tendono, un po' come le cavolaie, a svolazzare via velocemente quando ti avvicini. Ovviamente non so quanto avrei potuto fare con una reflex più monumentale invece checon una D40 che è comunque un modello leggero e piccolino. Lo scatto rapido "a sgamo" credo che abbia voluto dire molto.
- Credo che un'alternativa potrebbe essere un buono zoom. Beccarla in volo con una macchina a scatto lento sarebbe, direi, impossibile, a meno di non ricorrere al parabrezza di qualche macchina... dovrei provare con una compatta con zoom ottico maggiore di quello della FinePix per poter dire cosa è che me l'ha fatta prendee co la reflex a parte il puro caso. Date le modalità con cui mi è sfuggita quando cercavo di acchiapparla con la compatta direi che lo scatto rapido dopo un avvicinamento felpato ma deciso e diversi fiori da mangiare nei dintorni possano essere una soluzione.

martedì 24 giugno 2008

Gabbiani...

Le mie prove con i gabbiani, così come con la maggior parte degli uccellacci in generale (se si vuole escludere due pulcini di un giorno dentro un pentolino...che comunque hanno protestato per tutto il tempo del servizio fotografico, prima che il pentolino venisse convenientemente riempito di becchime per iniziarli alla nobile arte del raspare)sono ancora piuttosto sconvenienti, ma "navigando" su Flickr ho scoperto questa ottima foto di RonJe

che ha spiegato secondo me molto bene come l'ha scattata e come non è banale riuscire a fotografare i gabbiani http://www.flickr.com/photos/alexmelillo/2607263390/in/photostream/

Credo che le uniche alternative per scattare foto ai gabbiani reali da vicino possono essere:
- Abbandonare qualche etto di mortadella su una qualsiasi spiaggia dell'Isola d'Elba e nascondersi dietro il primo muretto
- Fucile a pallettoni (ma eviterei perché vengono rigidi)
- Avere un amico/ parente che sta particolarmente antipatico ai gabbiani e prenderli al volo quando gli fanno le picchiate in testa...

venerdì 20 giugno 2008

Per i ragazzi alla festa del Solstizio di Piombino

I ragazzi che hanno voluto che gli facessi una foto alla festa del solstizio a Piombino la possono scaricare qui >>> http://fotoalbum.alice.it/alice/laura.canovaro/terra/dsc0479.html

Lasciatemi un commento qui o sull'album così so che l'avete scaricata, ciao

giovedì 19 giugno 2008

Il tappo della reflex...

Come ben sanno i miei amci su Flickr ho di recente fatto un salto di qualità nella mia attrezzatura comprando una reflex, in particolare una Nikon D40... è la prima reflex che prendo in mano perciò sono andata sul semplice, tuttavia vedo che ci si possono fare un sacco di cose e che la qualità è veramente ottima.
La difficoltà che mi ha spiazzato inizialmente è stata... il tappo. Un tappo libero di cadere ovunque. Ora sto prendendo il gesto meccanico (mi ci sono allenata) di metterlo nel taschino davanti della custodia della macchina, ma i primi giorni è stata una tragedia, ho rischiato di perderlo due o tre volte.
Finalmente mi sono anche procurata un oggetto adatto a pulire la lente del'obietivo (buono anche per la compatta ovviamente, ma non ci avevo mai veramente pensato, avevo sempre usato maglie o fazzoletti): una di quelle pezzette che danno gli ottici per pulire gli occhiali. Elementare Watson... mi dovrò mettere in caccia per procurarmene un altro paio, magari da ottici diversi (o anche in zone diverse!)...

domenica 15 giugno 2008

La compatta e le onde

Questione di tempi... come ben si sa una compatta non ha gli stessi tempi di scatto di una reflex, e quando il soggetto si muove è inutile pensarci... sono macchinette turistiche, fatte per fare le foto delle gite. (mi correggo... o meglio così si dice)
Questa è fatta con una compatta:
Better

Ecco qua il trucchetto che ho usato: ho aspettato un po' osservando le onde, per prendere il tempo che ci mettevano di norma a sbattere contro lo scoglio. Quindi ho fatto un po' di prove e vari scatti, cercando di contare i secondi e prendere il tempo dell'onda. Ovviamente non è stata l'unica che ho fatto, ho fatto un bel po'di altre che ho buttato o che hanno ottenuto un effetto minore (ma comunque discreto), ma francamente cercare di prendere il tempo dell'onda ha funzionato, perché me ne sono venute circa 5 con l'urto inquadrato completamente. E anche se in percentuale sono poche ho ottenuto quello che volevo: delle fotografie piuttosto carine.
Ovviamente la compatta che ho è non solo di marca, ma anche molto buona... il trucco però ha funzionato, perciò me la sento di consigliarlo a chi ha una macchina con scatto un po' lento ma una discreta definizione dell'immagine:
- Osservare le onde e contare più o meno quanto ci mettono ad arrivare allo scoglio (ovviamente ci vogliono un posto, un vento e delle onde regolari)
- Fare qualche prova per vedere quanto ci mette la macchina a scattare (io la conosco bene e so i suoi tempi)
- Aspettare l'onda: quando è al momento (più o meno lungo a seconda della macchina) prima di andare a sbattere sullo scoglio scattare
- Imprecare sonoramente per gli schizzi in faccia
- Controllare la foto e tirarla via se non è buona
- Tornare al punto 3

domenica 1 giugno 2008

Mi avete preso per un ***?!

Ecco qua un bel post di ricordi a raffica.
Durante il breve giro per foto oggi mi è venuta in mente una delle più grosse soddisfazioni da fotografa.
Credo non sia banale essere un appassionato di foto. Cioè devi tenere in conto che potresti incontrare il classico gruppo di persone che ti guarda come se fossi un alieno (lo stesso che magari sorride o guarda con ammirazione i ventenni già sbronzi alle sette che passano urlando sulla macchina con la radio a tutto volume). Non so se vi è mai capitato. E credo che la cosa aumenti ancora se sei una donna.
A quel punto scattano vari istinti di conservazione... conservazione di immagine sociale ovviamente: "è per mio cugino che vive a Mururoa" oppure "mio figlio deve fare una ricerca a scuola" oppure inizi a fingere di parlare al cellulare in finlandese stretto dialettale...
Ovviamente questo dipende dal posto, ma immagino che non sia capitato solo a me...
Se sei con un altro è fatta. A parte girarsi e dire "Guarda, mandiamola a Kim Jen Wo" (fantomatico cugino coreano) oppure "Sul sito mettiamoci questa" si sa che l'uomo è animale sociale e che se uno che fa le foto da solo potrebbe avere dei problemi se c'è un'altra persona insieme è teoricamente tutto a posto...
Ogni, tanto, però, capita anche una soddisfazione.
Nel posto dove lavoravo prima era pieno di farfalle, e lì mi sono fatta buona parte della collezione che ho sul mio album Butterflies... ovviamente spesso ero costretta per forza di cose a fare le foto a turno finito quando non c'era più gente (leggi turisti). Una volta però mi è capitato un turno più corto e sono andata a fotografare farfalle in pubblico. Non è banale... anche perché si posano su cose basse... terreno, fiori... quindi bene o male ti chini e ti contorci, magari con ancora indosso i vestiti del lavoro.
E forse è quello che ti salva, in quei casi.
Insomma si avvicinarono dei turisti, con bimbetta al seguito, con l'aria di "signora, ma si sente male?" (e rischi...) e mi fecero "signora, ma c'è qualcosa di interessante?"... e io lì "vede, io sono un'appassionata di farfalle, e qui ci sono molti tipi, vede per esempio, questa è la Nordmannia ilicis, ma c'è una tecnica per fotografarle altrimenti volano...".
E qui li volevo: a turno finito a insegnare ai turisti a fare le foto alle farfalle. Ci si sono pure interessati... tutti contenti a fare la foto alla farfalla...a volte la gente guarda stranita i fotografi perché vorrebbe fare altrettanto, ma a me capita di sentirmi comunque a disagio quando succede.
Almeno quella volta però mi sono sentita un po'... presente Lino Banfi, L'allenatore nel pallone? La scena finale... "mi avete preso per un ***", "No, sei un eroe!"... "Noo, mi avete preso per un ***!!".....

sabato 10 maggio 2008

Uno sfondo particolarmente significativo...

Salve, questo post riguarda la fotografia soprattutto perché mostra secondo me abbastanza bene le potenzialità di un programma come PhotoFiltre, che è free...
Su "The Pattern Box" carico ogni tanto nuovi sfondi (e texture), ma mi faceva piacere presentarne qui uno particolarmente ben riuscito, dal punto di vista estetico... ho fatto varianti su molti colori, ma presenterei questo:

Per farlo ho usato una mia foto (neanche venuta troppo bene) e la funzione "engraving" del programma.
Il risultato mi sembra piuttosto carino, direi... per cui ne approfitto per consigliare a chi fosse interessato di provare questo bel programma e i suoi plugin...

venerdì 9 maggio 2008

La Gonopteryx e le sue ali chiuse

Ecco qui una sfida... fare una foto a una Gonopteryx viva con le ali aperte. Questo è un bel problema. Fatto sta che tutte e due le specie che conosco (Gonopteryx Rhamni e Gonopteryx Cleopatra) sono molto graziose
Gonopteryx Rhamni
con le loro alucce simili a foglie (se ne acchiappate una potrete vedere bene come le loro ali somigliano veramente a foglie) ed i bei colori.
Si fotografano bene: su stanno mangiando è possibile avvicinarsi molto, e cogliere dei bei primi piani, hano anche un simpatico musetto.
Ma non mi è mai riuscito scattare una foto ad una ad ali aperte. Con la Rhamni è un problema fino a un certo punto... come vedete in controluce le ali sono semplicemente gialle, dentro e fuori.
La Cleopatra però ha dette chiazze arancio che mi piacerebbe fotografare. Forse proverò con una macchina che scatti molto velocemente, in modo da poterla prendere al volo, proprio mentre vola. Per quanto siano graziose queste grose farfalle gialle hanno un volo molto disordinato, un po' come le cavolaie... ma forse ancora di più... e se non magiano ma volano sono molto veloci.

lunedì 28 aprile 2008

Acchiappare una Lasiommata Megera

Dedico questo post ad una farfalletta tanto comune quanto carina quanto rognosa da fotografare, che più di una volta sono stata tentata di “consegnare all’immortalità” ben poco felicemente spiaccicata da una ciabattata. Cioè la Lasiommata Megera, detta dalle mie parti “farfalla terraiola” (in effetti si posa spesso in terra).
Eccola qui: Lasiommata Megera
Questo animaletto ha delle splendide ali, che è anche abbastanza facile poter vedere aperte, perché le apre e chiude spesso. Purtroppo in modo piuttosto veloce, non si “ferma” a fare la “ruota” come altre (ad esempio la podalirio, ma anche qualche vanessa).
Il problema è che la sua tecnica quando avverte una “presenza” che può essere minacciosa è, oltre al volare via che è un classico per tutte le belle farfalline, anche chiudere le ali e mimetizzarsi. Per questo, credo, si posa spesso sul terreno: l’esterno delle ali è color sabbia.
Va da sé, quindi, che per fotografare una Megera ci vuole molta calma, molto sangue freddo e molta pazienza. A volte convola lontano, va solo un po’ più in là, magari in terra o su un altro fiore. E sbatte un po’ le alucce prima di chiuderle. A volte non si spaventa subito, ed è possibile scattare qualche foto alle ali aperte (io l’ho fatto con la FinePix, che ha uno zoom non male ma non propriamente eccelso).
Fatto sta che di questa farfalla ci sono circa tre generazioni annuali… ha un ciclo biologico un po’ veloce… e è possibile quindi vedere spesso i “voli nuziali”. Ultimamente sono riuscita a fare una serie di scatti dopo un volo nuziale, forse perché una aveva preso una specie di capocciata ed era un po’ intontita (così mi è parso), un po’ perché erano ancora piuttosto “prese” (o magari avevano girato troppo a spirale…) e non avevano il riflesso veloce di chiudere le ali, almeno non così immediato come al solito.

giovedì 24 aprile 2008

Congratulazioni!!!

Ok, primo post fuori tema... congratulazioni a Alberto, a.k.a. Dottor Magnus per la sua laurea...

Glitter Para Hi5

Glitter Gráficos Para Hi5



Tra parentesi... considerando le foto che ho fatto alla discussione... non è tanto banale fare le foto per questo genere di eventi. Un po' perché ci sono sempre dei "must" (tipo la foto con la tesi sotto il braccio) ma anche perché si finisce sempre per mettersi in posa un po' tipo baccalà... comunque via, qualcosa di "ganzo" è venuto, alla fin fine...

mercoledì 23 aprile 2008

Una bella notizia...

A parte aver calpestato un geco... che schifo... non lo fate mai, secondo me non sono neanche fotogenici. Ho provato a fargli una foto nel cortile dove stava ma è venuto di schifo e l'ho eliminata... sarà la calcagnata che gli ho involontariamente dato (se scopro che lo ha buttato giù uno dei vicini...), sarà che dato che "zompano" non mi sono avvicinata proprio vicinissima, per non dover poi finire di mazziarlo...
Vabbè, non era questa la notizia. Ma se i gechi portano fortuna e porta fortuna calpestare... cosa significa calpestare un geco? Presumo significhi che era rincoglionito, altrimenti si scansava...
Ho scoperto che per la mia Fuji FinePix A210 santa donna esistono ancora memory card. Quindi nel caso la mia avesse problemi potrei sempre prenderne una nuova e cambiarla.
Ne sono molto contenta, perché nel suo piccolo è un'ottima macchina, anche se come modello è vecchiotto. Però fa delle macro notevoli... bisogna perderci un po' di tempo a trovare l'inquadratura ma è buona, e mi piace anche come rende l'azzurro e il verde.

martedì 22 aprile 2008

L’Acchiappafarfalle (parte seconda)

Ho visto in giro alcuni fotografi usare i cocomeri per attirare le farfalle. E insomma gli è riuscito. Le foto ci sono, quindi c’è la prova… a dire il vero non so se lo farei in Italia. Farfalle non so quante ne attirerebbe va formiche e soprattutto vespe una marea. Non so quante farfalle si accosterebbero coscienziosamente a un cocomero pieno di vespe. Certo, si può fare foto anche a api e vespe mentre mangiano, ma qui volevo discutere a proposito delle farfalle.

Aggiungo un ulteriore “trucchetto” che non mi era venuto in mente:

Se svolazzano fermarsi immobili per farci identificare come “parte dell’ambiente”. Usare anche lo zoom digitale se non si ha molto ottico è una possibilità secondo me abbastanza sfruttabile, ma le foto non verranno come solo con l'ottico purtroppo. La bestiaccia però è un soggetto ben definito (la FinePix che ho io ha zoom ottico 3X e le macro di farfalle sono venute abbastanza chiare).

In generale credo che l’unica sia armarsi di pazienza e trovare i posti giusti… ad esempio nei giardini o dove c’è comunque un po’ di gente… o dove ci sono tante, ma tante farfalle…

lunedì 21 aprile 2008

L’Acchiappafarfalle (parte prima)

Glitter Para Hi5

Glitter Gráficos Para Hi5


Come fotografare una farfalla? Un mio amico suggeriva di usare il Fitovespe, ma presumo che a parte lo “strano caso” della Farfalla del Corbezzolo morta per una lotta all’ultimo sangue con un calabrone (ad averci una videocamera era un filmato da vendere!) il fatto è che la farfalla è viva (e tale secondo me deve essere, altrimenti è troppo facile e sa di poco – a parte il sempre valido “povera bestia, ammazzata per farci una foto”) e vola, o comunque batte le ali.

C’è farfalla e farfalla, prima cosa. Una Cavolaia scappa, la Lasiommata Megera chiude le ali e cerca di mimetizzarsi, la farfalla del Corbezzolo parte in verticale tipo Shuttle e non la vedi più, la Podalirio ti apre le ali davanti “fa la ruota”, la Gonopteryx si lascia fotografare ma l’unico modo per vederla come le ali aperte è investirla e poi fare la foto al parabrezza (e non mi sembra il caso).

Per farla breve per “beccare” queste bestiole uso un po’ di trucchetti…

  1. Avvicinarsi piano piano, senza agitarsi e senza far rumore, un po’ come il gatto quando va a caccia. E questo secondo me è essenziale. Non preoccuparsi di non sporcare i pantaloni: a volte camminare in ginocchio, a quattro zampe, strisciare ecc può essere un buon modo di “beccare” una delle bestiacce. Quindi vestiti vecchi (ovviamente presumo che una camicetta svolazzante o un gonnellone alla Rossella O’Hara siano la cosa più controproducente, ma non ho mai fatto la prova).
  2. La fotocamera già accesa e già in funzione macro… mentre ci si armeggia la farfalla è già in Tanzania.
  3. Se possibile non fare ombra sopra la bestiola.
  4. Aspettare che mangi. Se è impegnata a mangiare la maggior parte delle farfalle si fa fare anche un ritratto a tempera. Allo stesso modo in cui ci sono farfalle e farfalle ci sono fiori e fiori: dalle mie foto già un po’ si vede, ma ci sono i “fiori preferiti”: lantana, origano, timo, lavanda.
  5. Se c’è umidità sono più socievoli. Nel senso che varie foto che ho fatto erano in luoghi e momenti umidi. Ad esempio vicino a valli e fossi, presso pozzanghere ecc… Oltre a posarsi per bere le farfalle aprono le ali per asciugarle al sole.
  6. Occhio al vento: le farfalle sentono l’odore. Ad ogni modo quelle che girano nei giardini mi sembrano meno inclini a scappare, probabilmente perché non ci percepiscono come particolare pericolo (avvicinarsi con un pettirosso sulla spalla sarebbe peggio, insomma).
Comunque sia ci sono farfalle che non sono ancora ruscita ad acchiappare, tipo l'Anthocharis chardamines (forse per puro caso), una farfalla del corbezzolo viva e soprattutto la Colias, la mia bestia nera anche se è gialla...

domenica 20 aprile 2008

Chiamate Ace Ventura! (avventure di fotografia)

Fotografare gli animali, soprattutto se l’attrezzatura (v. zoom) non è delle più adatte, non è banale. Contrariamente a piante, fiori, paesaggi, campanili delle chiese, hanno il brutto vizio di scappare. E questo dice tutto.
Una delle mie esperienze più “drammatiche” ha riguardato un Airone Bianco all’Oasi WWF di Orti – Bottagone vicino a Piombino… o meglio, sulla provinciale che ci passa nel mezzo.
In pratica mentre sto guidando e ho un po’ di tempo vedo l’ignobile bestiaccia che sta lì bello, candido, impalato… occhio vispo e becco giallo a tre passi dalla provinciale.
Fermo la macchina. E lui fermo. Scendo. E lui immobile. Prendo la macchinetta. Tutto ok. Attraverso, col rischio di essere “potata” dal primo furgone della Mukki di passaggio… la bestia, insomma, sembrava impagliata.
Arrivo sul bordo della strada e accendo la fotocamera. Mi fa un “zzz” quasi impercettibile. E l’infame essere risponde facendo “SQUAAAA” e volandosene tipo in Corea.

A quel punto l’appropriata conseguenza sarebbe stata prendere il cellulare e “pronto, Arcicaccia? Senta, c’avrei gente a cena…”.
Da lì e da altre esperienze (ad esempio un quarto d’ora sdraiata nell’erba, sassi, terra, per fare uno scatto sfocato a quattro gruccioni sul filo del telefono) ho inteso che per gli uccellacci, ma anche per parecchi altri animali l’unica soluzione è una macchina con uno zoom a modo (ottico, non digitale che sfoca / sgrana e basta)…

Perché questo blog...

Glitter Para Hi5

Glitter Gráficos Para Hi5

Negli ultimi mesi ho sparpagliato su Internet ogni possibile e immaginabile contenuto, e mi sono resa conto che sarebbe invece stato carino riunire il tutto in modo che si capisse cosa stavo spargendo ai quattro venti.
Ovviamente riunirò nel blog molte altre cose, anche se ci vorrà un po' di tempo.
Intanto descrivo cosa ho messo in tavola...
  • Per chi amasse le foto ho inserito, oltre ai due badge delle isole dell'Arcipelago Toscano (che vi consiglio di vedere!) e quello sulle farfalle (chi mi conosce sa cosa ho a che spartire con questi simpatici insetti...), i link alle mie foto spartite condivise (purché mi si attribuiscano...) su due diversi Fotoalbum. La macchinetta che ho usato è abbastanza buona, anche se in futuro vorrei fare qulche "avanzamento"... e non dico altro
  • The Pattern Box è un sito in cui ho raccolto delle textures che ho fatto con Photofiltre, un programma d grafica che assolutamente consiglio di provare, perché dire che è notevole è secondo me riduttivo... ormai credo che le textures siano più o meno qualche centinaio... o comunque davvero tante. Prossimamente su questi schermi un po' di usi...
  • Sunduster è un sito in cui ho raccolto diversi miei racconti, che spaziano ben poco perché sono fantasy o fantascienza, quindi non si scappa. In più sono per la maggior parte vecchiotti, ma erano editi su fanzine e mi dispiaceva parecchio che non fossero più reperibili, anche perché i titoli erano segnalati su alcuni siti. Adesso non ci sto più dietro come prima, quindi probabilmente non ci saranno grosse novità su questo fronte.
Detto questo non mi resta da dire se non di cosa parlerà questo blog. Quasi solo ed esclusivamente di fotografia, con qualche puntatina eventuale sul fotoritocco. Io sono per i programmi freeware, quindi cercherò, quando li trovo, di consigliare quelli che ritengo veramente buoni (come Photofiltre).